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Impressioni di Primo Maggio

Eccoci di ritorno dal concertone! In realtà sono a casa da ieri, ma la forza di mettere insieme i ricordi giunge solo dopo una sapiente notte di sonno; quante emozioni e quante cose di cui parlare.. ne butto un pò dentro in ordine sparso:

-treni sovraffollati e sovreccitati, viaggi notturni in compagnia di vecchi amici e grossi extracomunitari senza biglietto.. il controllore che, con un sadismo ammirabile, spalanca la porta dello scompartimento urlando “Buongiorno! avete i biglietti?”. Erano le 3:50.

-ragazzi, ma che razza di stazione è Ostiense? Non è mai esistita fino a ieri! Metropolitana?!?! volete rinchiudervi in una gabbia per topi sotterranei in una bella giornata come questa? (leggi: sono troppo tirchio per pagare il biglietto)

-Offertissima dei bar romani: 2 euro caffè, cornetto e gigacagata

-arrivo in piazza, confusione immensa nonostante manchino 5 ore all’inizio; odore fortissimo di erba, ma nessuno l’ha ancora fumata, che dico, nessuno ce l’ha! Poi l’altra erba, quella falsa del prato, che comincia a bagnarsi ed infracidirsi di vinaccio di bassa qualità. Bandiere ovunque, rosse, come le sere che portano bel tempo ed i sogni di migliaia che eravamo lì.

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-c’è posto anche per noi sotto il palco, a darsi un’occhiata in giro si incontrano facce nuove, ed altre che non vedevi da una vita, altre che non ti aspettavi di trovare e poi, come disse qualcuno (ero chiaramente io): “Ma che è, il festival della patana? Ma le gnocche non stavano a destra?”. Una crocchia di disinibite fanciulle condivide con noi l’attesa e la giornata, decine di altre passano davanti come fulmini a ciel sereno, fugaci come un attimo di desiderio.

-cominciano i primi cori spontanei, quelli puri e semplici come la verità, quella che non si può censurare perchè viene dalla piazza: “Berlusconi pezzo di merda” su tutti. Qualcuno, che forse, magari, qualcosa aveva cominciato a fumarsela, sprona la gente come avesse un megafono: talora qualcuno riesce a far partire un coro, e si sente come Joe McDonald a Woodstock, che prima di cominciare urlava “Give me an M, give me a U, give me a C, give me a K.. What’s the spell?” quando andava bene..

-si comincia, il fumo comincia a levarsi dalla piazza, i vestiti ne rimangono tanto impregnati che l’odore fortissimo li trapassa e si instaura persino nella pelle: anche adesso ne sento la presenza; gli artisti si alternano, la folle risponde e li accompagna e inneggia a Rivera (noi lo conoscevamo prima che gli rompessero la zammara) che non risparmia nessuno e si diverte alla chitarra.

-non c’è primo maggio senza “bella ciao”, cantata ad intervalli regolari, senza mai stancarsi

-fine del concertone, a terra una strato di bottiglie e lattine vuote, occhi lucidi e adrenalina a mille, la stanchezza comincia a farsi sentire e allora capisci a che serve Ostiense, è così comoda!

Le note più belle:

-trascorrere la giornata con i vecchi compagni, sempre più ex, ma anche sempre più compagni e trovare che niente è cambiato con loro.

-tre striscioni su tutti: “cchiù pilu pi tutti”, “o’ famo strano?” e “Dio Che”

-Claudia (non la presentatrice), anche se ora non sono sicuro che sia davvero esistita, forse era frutto della mia immaginazione

-terroni dappertutto, sardi e pugliesi in particolare, che regalano un folklore unico

-sapere che sei dentro un milione di persone che non hanno votato quel delinquente di Berlusoni e i suoi degni alleati.

-il titolo che ho trovato, dato che volevo ringraziare la PFM per aver gentilmente dato buca, manco fossero come la bella del liceo.

Comments

Comment from Alessandro
Time: Maggio 3, 2007, 4:52 pm

Condivido tutto, tranne una cosa: Claudia c’era, eccome se c’era….

Comment from Andrea
Time: Maggio 29, 2007, 8:28 pm

presto farò il mio resoconto, tra una matrice e una materozza..cmq gran bell’articolo, sembra una di quelle canzoni di venditti, tanti ricordi anche se così vicini.

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